Il ritorno di Evo Morales
Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana
È
stato solo l'inizio. Nemmeno ha fatto in tempo a varcare la frontiera e per Evo
Morales, tornato in Bolivia dopo un anno di esilio dovuto al colpo di Stato, è
stato un trionfo in ogni città o paese dove è passato.
E domani lo attende la mega concentrazione nel "suo" Tropico di
Cochabamba dove lo aspetteranno oltre 1 milione di persone che giungeranno con
ogni mezzo per festeggiarlo, ballare, suonare e ascoltare il suo discorso.
"Il colpo di Stato contro di noi non è avvenuto solamente come risultato della lotta di classe, non è avvenuto solo perché loro non accettano che gli indigeni possano governare, ma è stato voluto per dare un duro colpo al nostro modello economico socialista, perché il nostro modello economico viene dal popolo.
L'imperialismo
e il Fondo Monetario Internazionale non lo accettano.
L'impero (statunitense), il Fondo (Monetario) non lo accettano.
La lotta di tutta l'umanità nelle nuove generazioni è su chi sarà proprietario delle risorse naturali.
Quando gli imperi vogliono appropriarsi delle nostre risorse naturali iniziano a dividerci per dominarci.
In
Bolivia, i movimenti sociali tutti uniti hanno deciso che le risorse naturali
dovevano essere del popolo boliviano e sotto il controllo dello Stato.
Tuttavia ciò non era sufficiente.
Solo con la forza sindacale, comunitaria e sociale non potevamo nazionalizzare
nulla. Era importante arrivare al potere politico, andare alle elezioni
nazionali, passare dalla lotta organica a quella politica e vincerla.
Per raggiungere questo obiettivo abbiamo dovuto essere uniti ed è per questo motivo che loro cercano continuamente di dividerci" ha detto Morales nella città di Villazon, appena superata la frontiera di fronte alla folla che lo attendeva.
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